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venerdì 30 gennaio 2009

Risolvere i Conflitti interiori...



Stavo cercando in rete alcune cose a proposito dei conflitti interni/interiori per una ricerca e riguardo a ciò che Malanga scrisse tempo fa da quache parte che ora non ricordo, forse nel forum, non riesco a ritrovarlo nemmeno con google così lo trascrivo dal mio blocco degli appunti:
Fate il seguente esercizio.... Fate finta di gestire una tavola rotonda (SIMBAD) dove voi siete i moderatori, alla vostra sinistra l'incoscio ed alla vostra destra il subconscio... e cominciate a chiedere all'inconscio le cose, poi passate la palla al subconscio e fate i moderatori.
Vedrete che ne vengono fuori de
lle belle.
Segnate poi alla fine tutto quello che vi siete detti perchè poi lo analizzeremo con calma. Il moderatore deve tentare di mettere daccordo i due relatori perchè questo è lo scopo finale. Ci volgiono spesso tre o quattro sedute di questo tipo ma poi si raggiunge un accordo interiore che è molto utile. Questa tecnica è stata inventata tanto tempo fa ma io l'ho riadattata alla PNL e mi sembra interessante...
provare per credere


malcor

ed ho trovato questo interessante post sui conflitti esterni:


Fine Del Conflitto: 7 Passi Per RiComunicare
Guest post scritto da Marco Cappi.

Ti è mai capitato nel corso di una discussione di arrivare al punto di rottura ?
E anche se le tue ragioni sono ben chiare e legittime, pare che ogni parola sia inutile ?
Nuove argomentazioni peggiorano la situazione… le questioni si accavallano, si sovrappongono formando una barriera “invalicabile”.

Quando si arriva al livello di rottura del dialogo, mi è capitato di notare alcune caratteristiche che di norma sono presenti, tipo:

  • La persona con cui si discute è importante (per il vissuto e il rapporto futuro). Di solito simili circostanze si verificano con persone “care”, non che siano prerogativa esclusiva del rapporto di coppia (quasi), ma anche tra genitori e figli, fratelli e sorelle.
  • Sono dei “film” già visti ( non necessariamente con gli stessi attori), ricorrenti, a volte ciclici.
  • Il motivo scatenante non necessariamente è importante, o la risorsa per cui si discute non è limitata…. magari si tratta di un semplice comportamento, un modus operandi, un atteggiamento (spesso è segnale di un disagio/problema sotterraneo diverso non espresso).
  • Sono motivi già affrontati in passato, che magari ritenevi già risolti/superati… e invece NO, covavano sotto la cenere.
  • Entra in gioco la lettura del pensiero: “Lo so che quando fai così….. allora vuol dire che …” ( aggiungo che ci sono persone che dicono "io so..., sai che io so..., ecc." ). A volte non sono nemmeno IO consapevole di ciò che penso, figurati se non mi irrito quando pretendi di sapere e interpretare TU i miei pensieri ! E poi non c’è verso di farti intendere che sono SOLO TUOI pensieri/supposizioni, attribuiti a me (senza il mio permesso!).

Insomma il confronto costruttivo diventa impossibile, in balia delle emozioni il dialogo sembra una locomotiva che corre vincolata su un binario (morto), COSA POSSIAMO FARE prima di passare alle mani (schiantarci) ?

1. Come per fare l’Amore, anche per Litigare bisogna essere in DUE. Se almeno UNO riesce a gestire il livello di distruttività della dinamica innescata dall’arrabbiatura/risentimento, si può rendere conto della situazione d’impossibilità di un confronto costruttivo, ed elegantemente proporre/iniziare una TREGUA, rimandando il proseguimento del dialogo ad un momento più favorevole. Magari dopo una pausa di riflessione, con gli animi stemperati è più probabile che ci si confronti più serenamente, ci si potrebbe anche ASCOLTARE!

2. Nei casi più difficili, quando i motivi sono seri, quando la frequenza s’infittisce, o quando si è distanti un METODO praticamente INFALLIBILE, alla portata di tutti consiste nello SCRIVERE UNA LETTERA. Per quanto possa sembrare banale, la semplicità della parola scritta include una POTENZA comunicativa STRAORDINARIA (soprattuto in questi casi) :

A) Mentre scrivi PENSI alle parole che usi, puoi dosarle, scegliere le migliori, usare le meno equivocabili. NON CI SONO INTERRUZIONI!
B) SAI che rimarranno scritte, resteranno nel tempo e non potrai cambiarle, non saranno subito DIMETICATE/ SOSTITUITE.
C) L’emozione è un’ aiuto non più un’ostacolo ad esprimerti, puoi USARE tutto il tempo CHE VUOI.
D) Chi la riceve ha la possibilità di leggerla e rileggerla. E’ noto che i FILTRI d’interpretazione delle nostra realtà sono variabili in funzione del trascorrere del tempo e dell’umore, e anche chi è MOLTO ARRABBIATO/EMOTIVO matura il momento della giusta comprensione.

3. TOGLITI TUTTE LA MASCHERE ! Esci dal gioco delle parti.

4. RARAMENTE un solo contendente ha COMPLETA RAGIONE.

5. RICONOSCI IL VALORE DEL RAPPORTO, ed esprimilo.

6. SVILUPPA POSSIBILI SOLUZIONI, e proponiLe (possibilmente due).

7. CONSEGNA (spedite) LA LETTERA ALL’INTERESSATO/A , se resta nel cassetto non ha lo stesso effetto :-)

Scrivere una lettera in fase di conflitto contiene un certo grado d’intimità e richiede sincerità e CORAGGIO. Chi la riceve potrebbe anche non leggerla subito, ma PUOI chiedere una risposta, un parere; normalmente il destinatario manda dei SEGNALI… potrebbe anche rispondervi con un’altra lettera, ecco il contatto è ristabilito!

fonte: http://www.leviedellaricchezza.com/fine-del-conflitto-7-passi-per-ricomunicare

^_^

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