" Blog ...sconsigliato a persone impressionabili, minorenni e a chiunque teme di allargare i propri orizzonti ! "

venerdì 29 maggio 2009

Parassiti

Corrado Malanga:
esiste infatti una serie di persone che sono parassitate da entità che non hanno le velleità dei classici alieni. Si accntentano di leccarti le energie poi quando lcntenitore muore si staccano e vanno da un'altra parte. molti umani sembrano caratterizzatri da simili tipologie di parassita. E' come conla vecchia medicina ch enesuno tanti anni fa sapeva che nello stomaco abbiamo un saco di microorganismi bacteri sig.

mercoledì 27 maggio 2009

Voliamo?

E ORA SI VOLA

Quella sera andò a dormire e nel sonno cominciò a sognare.

Si trovò a passeggiare in un parco, il sole splendeva scaldando tiepidamente la pelle e l’aria fresca aveva il profumo del nettare dei fiori in primavera. Gio si fermò e si sedette in mezzo ad un prato. Era in pace con sé stesso e in assoluta tranquillità.

Ad un tratto vide avvicinarsi due bambini mano nella mano, un maschio e una femmina.

-Ciao! Come ti chiami?

Chiese la bimba. Era vestita con un abitino bianco, aveva i capelli lunghi e splendenti e un sorriso raggiante. Il bambino, invece, era un po’grassottello e bassoccio, ma dall’aria simpatica.

-Gio e voi?
-Io sono Fiordiluna e lui è Bastiano.

In quel momento Gio si rizzò in piedi con gli occhi sbarrati. Possibile che io abbia davanti a me l’Infanta Imperatrice di Fantasia e Bastiano Baldassare Bucci, il bimbo che leggeva La storia infinita?

-Siamo proprio chi pensi tu!

Disse il maschietto.

-Ma allora sono in un sogno?
-Che importa?
-Già! Che importa?

Risposero uno dopo l’altra Fiordiluna e Bastiano.

-Ti va di fare una passeggiata con noi?
-Mmm… sono un po’confuso… ma sì!

Quando sarebbe ricapitato a Gio di fare una passeggiata con due personaggi di uno dei suoi libri preferiti? Era un sogno? Beh, valeva la pena gustarselo prima che finisse.
I due bambini lo presero per le mani e cominciarono a camminare insieme.

-Sai Gio, ho solo una vaga idea di quello che vorrei dirti, ma lascerò che l’istinto parli per me e mi guidi parola dopo parola e frase dopo frase.
-Avete un messaggio da darmi?
-E’arrivato il momento di andare oltre lo sconforto, oltre la critica e oltre la rabbia.

Disse Bastiano in tono serio.

-Caro Gio secondo molti siamo vicini a qualcosa di grosso, a qualcosa simile ad una catastrofe.
-Ma noi siamo qua a dirti –paradossalmente- di essere ottimista, di sorridere e gioire, perché toccando il fondo non si avrà più nulla da perdere, non si avrà più paura di perdere qualcosa, perché non ci sarà più nulla da perdere.
-Che intendete dire?

-L’universo è pieno di Luce, ma spesso siete occupati a giocare col buio.
-Troppo spesso lasciate che parassiti e pessimi pensieri creino sofferenza.

Gio cominciava a capire di cosa stessero parlando.

-Tuttavia a chi si comporta da parassita non conviene, perché si rende ancora più privo di Coscienza perdendo definitivamente sé stesso, il suo vero Essere, e soprattutto chi può aiutarlo ad elevarsi.
-Ma di chi state parlando?
-Di chi ruba, di chi vive sulle spalle degli altri, di chi uccide, di chi violenta, di chi giudica, di chi critica, di chiunque metta qualcuno nelle condizioni per poter soffrire.
-Capisco, ma ognuno non crea forse la propria realtà? Ognuno non è forse responsabile di ciò che gli accade?
-Sì, certo! Ma gentilezza, amore e compassione sono gli strumenti per giungere al paradiso in terra, e chi se ne dimentica diviene inesorabilmente strumento dell’ombra. Anche chi non ha fiducia nell’ESSERE UMANO e nelle sue risorse e possibilità!
-Avete paura! Avete convinzioni così sballate e poco utili!!
-La percezione… la percezione e i pensieri che ne fate conseguire creano il mondo in cui vivete. Rifletti sul potere differente che date ad eventi opposti: quando vedete qualcuno che è scortese o maleducato, qualcuno che non rispetta l’ambiente e la terra, quando venite a conoscenza di uno sgarbo, un furto, una violenza o un’ingiustizia che pensieri avete?
-Beh, che il mondo va a rotoli, che non ci si può fidare di nessuno, che pare impossibile cambiare le cose.
-Già! E il bello è che lo dite con grande convinzione…
-Ma perché sembra proprio così! E’ demoralizzante vedere che anche con tutti i più buoni propositi succedano così tante cose che generano sofferenza e rancore!
-Mi stai dicendo che tu SEI SEMPRE DI ESEMPIO? Che manifesti sempre saggezza e consapevolezza? MI STAI DICENDO CHE TU SEI SEMPRE CIO’ CHE SEI VERAMENTE?
-No… certo hai ragione…

-In ogni caso non fare quella faccia! Sorridi! Puoi ESSERE più di ciò che già manifesti, l’ultimo dei nostri propositi era quello di colpevolizzarti e adesso capirai anche meglio dove vogliamo arrivare. Molti di voi sono convinti che il mondo vada a rotoli, e lo sono ancora di più quando vedono ingiustizie e comportamenti poco corretti da parte di altre persone.
Ma… ora ti chiedo: che reazione hai quando vedi un atto di gentilezza? Quando qualcuno ti fa un favore? Quando qualcuno ti dedica il suo tempo? Quando senti che, durante una guerra o dopo una catastrofe naturale, migliaia di volontari si danno da fare per chi è in quel momento in una condizione disagiata?

-Che sono cose belle, solo che…
-Solo che… cosa? Che non bastano? Che non bastano mai? Ti rendi conto che la gentilezza e l’amore, la positività e i sorrisi di “poche” persone stanno facendo in modo che il mondo non vada a rotoli come dicevi poco fa? Queste “poche” persone non solo cambiano il mondo, ma lo stanno proprio salvando! ORA!
Per favore spiegami come mai se vieni a conoscenza di un gesto riprovevole o di un’ingiustizia “il mondo va a rotoli”, e se invece vedi un gesto nobile o un grande atto umanitario “comunque è tutto inutile, e non basta per cambiare le cose”? Noti l’incongruenza e il valore estremamente differente che date a eventi opposti?
-Hai ragione e non avevo visto la cosa in quest’ottica fino a questo momento.
-Ti faccio un altro esempio…
un poveretto pazzo, deviato e magari nemmeno troppo intelligente può riuscire ad attorniarsi di altri poveretti invasati, manipolare a poco a poco decine di persone, poi migliaia e poi milioni e arrivare a instaurare una dittatura, nella quale tutti obbediscono al padrone delle loro menti.

Pare invece che sia impossibile che una persona intelligente e di animo gentile possa infondere fiducia ed entusiasmo, creare un movimento di uomini e donne volenterosi che partecipino attivamente e coerentemente al benessere collettivo, ed infine ricoprire un ruolo di “potere” all’interno della società. Ti rendi conto di come ragioni? Di come ragionate?


Gio si sentiva come se avesse guardato il mondo e ciò che lo circondava con occhiali dalle lenti sporche e ora vedeva le cose con una chiarezza nuova, come se si fosse diradata improvvisamente una nebbia che offuscava i suoi pensieri e le sue convinzioni.

Bastiano, che era stato in silenzio per un po’, riprese la parola.

-Divieni consapevole del tuo potere! E fallo il prima possibile! Rifletti! Con quante persone vieni in contatto in una giornata? E in una settimana? Qualche decina? Centinaia? Migliaia?
Quante opportunità hai di manifestare ciò che SEI? Quante opportunità hai sprecato in passato? Quanto puoi influire sugli altri con un sorriso, una buona parola, un gesto? In un sistema, in una rete se cambia un solo tassello, un solo nodo, irrimediabilmente cambia il sistema, cambia la rete stessa. Puoi essere un virus positivo, puoi essere contagioso con l’entusiasmo e la gioia, davvero!!
-Sì Gio –si inserì Fiordiluna- tu e tutti potete esserlo! Potete ESSERE! Non c’è da fare pulizia fra manager, governanti, presidenti… un popolo di persone coscienti, consapevoli e oneste si ritroverà necessariamente una guida o un leader che gli assomiglia. Il cambiamento di Coscienza è opportuno che avvenga nella gente, nel popolo alla sua base.
-Molti si convincono che il potere debba essere per forza in mano al “male”, e questo è ciò che create.
-Ricordi cosa scriveva Richard Bach?
-Mmm… sì… “E’ una leggenda messa in giro da chi ha il potere, che contro il potere non si possa fare nulla. Poche persone determinate possono cambiare il mondo”.
-Perché non ci credete? Credeteci e dimenticate la paura. Tramite la paura vi fate manovrare come marionette!
-Guardati intorno: ti piace qui?
-Sì, è molto bello!
-Può essere così ovunque! I media vi infestano la mente, la paura vi inquina i sentimenti…
-Ma siamo qua per dirti che ogni catastrofe è l’alba di una nuova era, nelle quale le persone non desiderano più avere il potere, ma ESSERE libere e quindi ESSERE il POTERE.
-E’ arrivato il momento di andare oltre l’essere schifati, indignati, arrabbiati verso qualche poveraccio che detiene il potere.
-Hai mai provato pena e pietà per chi fa del male? Lo sai che chi fa il male ha solo paura perché non si ricorda chi è veramente?
-Queste creature si sentono inferiori e piccole ed è per questo che cercano riconoscimenti, fama successo e soldi. Sono persone prive di loro stesse, sono prive di coscienza.
-Chi ha coscienza, anzi chi E’ Coscienza può sbagliare, commettere errori e opere immonde, ma arriva un momento nel quale guardandosi allo specchio si chiede chi E’ VERAMENTE, si vergogna, si perdona e poi si fa perdonare per le cose sciocche e orribili compiute.
-Quelli che voi chiamate potenti non ne sono in grado, non ne hanno la capacità, sono emotivamente infantili.
-Ma noi ti diciamo: vai oltre il risentimento e prova pena per loro, o piuttosto prova indifferenza, ma non sprecare energie odiando chi è cosmicamente immaturo, non se lo merita e tu non meriti di buttare via linfa vitale nell’odio. So che è assurdo e paradossale, ma ringraziale poiché tramite loro capisci CHI SEI e che direzione hai da prendere per ESSERE come veramente vuoi ESSERE.
-Tramite loro vedi ciò che non SEI e non vorresti ESSERE, hai visto quanta luce c'è in te, e quanta luce puoi ancora ESSERE.

Giò si fermò, e guardò il cielo. Era un cielo di un azzurro che c'è solo nei sogni, era un cielo che c'è solo in un mondo fantastico dove non c'è bisogno di leggi per far si che le persone si comportino rispettosamente, dove l'importante non è avere ragione, ma ESSERE FELICI, un mondo in cui la gente non è schiava del proprio lavoro, ma si ricorda innanzitutto di vivere, un mondo in cui ognuno fa il necessario per sé e per gli altri, un mondo in cui conta ESSERE e non apparire, un mondo in cui ognuno ama innanzitutto sé stesso e poi di conseguenza ama gli altri. Era il cielo di un mondo parallelo in cui l'unica religione esistente è la GENTILEZZA.

Giò si commosse e una lacrima gli scese lungo la guancia. Si abbassò e Fiordiluna e Bastiano lo abbracciarono.

-Grazie.

Giojazz



fonte:
http://sentistoria.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8592259

^_^

lunedì 11 maggio 2009

Corrado Malanga, uno scienziato sull’orlo dell’abisso

Corrado Malanga
Inviato da Redazione il 11/5/2009 6:30:00

Non è facile definire Corrado Malanga. Si potrebbe dire che è uno scienziato che studia un certo tipo di fenomeni in una certa categoria di esseri umani, oppure si può dire che è un essere umano che studia una certa categoria di fenomeni in modo scientifico.

Nel primo caso, Corrado Malanga studia i casi di coloro che ritengono di essere stati “addotti” da esseri viventi di origine extra-terrestre. Nel secondo caso Corrado Malanga sta curiosando fra le pieghe del tempo e dello spazio, alla ricerca dell’origine dell’uomo e dell’universo.

Il tutto avviene, in ogni caso, tramite le sedute di ipnosi regressiva a cui si sottopongono le persone addotte dagli alieni.

Chiariamo prima di tutto questo fatto, perchè la naturale diffidenza suscitata da un argomento come questo rischia di ostacolare un sereno apprezzamento del lavoro svolto da Malanga: esistono nel mondo migliaia di persone che ritengono di essere state addotte dagli alieni, e nel loro insieme costituiscono una realtà impossibile da liquidare come semplice fantasia della mente umana. Una quantità notevole di riscontri incrociati, sommati a numerose prove tangibili, permettono oggi di dire che queste persone – nella loro stragrande maggioranza, si intende – abbiano realmente vissuto le esperienze che descrivono.

Che poi siano stati rapiti da veri extraterrestri, piuttosto che da pupazzi di Disneyland, rimane da decidere, ma sulla veridicità dei loro racconti è difficile ormai avanzare dubbi.

In questo caso poi il fatto di saperne poco rappresenta, paradossalmente, una conferma del fenomeno: la diffusa ignoranza in materia infatti è il risultato preciso, voluto e pianificato ...

... di una campagna di disinformazione e occultamento messa in atto dai miltari americani a partire dagli anni ’50, su tutto quello che riguarda l’esistenza di esseri extraterrestri.

Fu con il Robertson Panel, che risale al 1952, che gli “omini verdi” del Pentagono (ogni pianeta ha i suoi problemi, a quanto pare) decisero che questa realtà andasse nascosta alla popolazione, ed imposero da allora non solo il totale silenzio mediatico sull’argomento, ma anche la sistematica ridicolizzazione di chiunque ne parlasse in pubblico, per ottenere un risultato ottimale. E non si può dire che non ci siano riusciti.

In ogni caso, la questione è enormemente complessa, e va affrontata altrove. Qui interessava più che altro stabilire una premessa relativamente solida su cui poggiare il discorso su Malanga, il cui lavoro merita, a mio parere, di essere preso molto seriamente.

Chi ci ha rimesso di più infatti, in questo festino permanente di disinformazione, sono proprio gli addotti: mentre chi racconta di “aver visto un UFO” rischia al massimo di sentirsi chiedere se per caso abbia la febbre, chi è stato addotto dagli alieni non pensa nemmeno lontanamente di raccontarlo agli altri, e si ritrova costretto a convivere con questa realtà agghiacciante nella più profonda solitudine.

Finchè non scopre Corrado Malanga.

Come racconta lui stesso, una ventina di anni fa Malanga fu mandato ad esaminare alcuni casi di abduction, senza saperne assolutamente nulla. Ed infatti, non ci capì assolutamente nulla.

Da una parte la naturale ritrosia dei soggetti, dall’altra il suo approccio strettamente scientifico, gli impedivano di trovare una chiave valida con cui impostare il suo lavoro di indagine.

Presto gli fu chiaro, di fronte a racconti assolutamente inconcepibili per i normali esseri umani, che doveva prima di tutto allargare il campo dell’indagine ad ipotesi non immediatamente verificabili con metodo scientifico. Se ti chiamano per riparare la diga di Folson non puoi presentarti con la chiave dell’idraulico.

“Io volevo studiare gli alieni – dice Malanga – ma mi sono reso conto che prima di tutto dovevo capire come è fatto l’uomo”.

Dopo una serie iniziale di esperimenti in doppio cieco, condotti su persone che si non erano mai conosciute fra di loro, Malanga si rese conto che era necessario introdurre nell’ equazione termini come “anima”, “spirito”, o “coscienza”, che non sono quantizzabili in termini scientifici, ma la cui presenza ricorreva in tutte le storie con regolarità impressionante.

Per Malanga infatti è centrale il ruolo della coscienza, che è in grado di modificare la nostra percezione della realtà, come dimostrato ormai da anni da un noto esperimento scientifico.

Si aprì così per Malanga un mondo vasto e sconosciuto, del quale è venuto scoprendo gli aspetti più reconditi grazie a venti anni di sedute di ipnosi regressiva condotte sugli addotti.

Sono loro – o meglio la loro coscienza – a descrivere tutto questo, e lo fanno spesso con una minuzia nel dettaglio scientifico che trascende di gran lunga la preparazione culturale del soggetto esaminato.

“Raramente - dice Malanga - senti al bar il calzolaio con la terza elementare che disquisisce sul rapporto spazio-tempo, mentre disegna con disinvoltura su un foglietto la struttura del DNA”.

Nasce così una preziosa raccolta di informazioni, che dopo lunghi anni di ricerca Malanga sta finalmente cercando di riordinare in termini scientifici. Rimane la barriera, per ora insuperabile, che impedisce di quantificare gli elementi più “volatili” del fenomeno, di cui Malanga ha percepito l’esistenza.

D’altronde, l’introduzione di elementi non verificabili, nella costruzione di una teoria, viene praticata regolarmente dalla scienza. Accade ad esempio che l’astrofisico si accorga che manchi nell’universo, secondo le Leggi di Newton, circa il 90% della massa necessaria al suo equilibrio complessivo, e presupponga quindi l’esistenza di una non meglio definita “materia oscura”, nell’attesa di poterla portare completamente in luce.

“Se non facessimo così – dice Malanga – non potremmo nemmeno affermare che l’universo esiste, visto che non possiamo replicarlo in laboratorio”.

E’ peraltro affascinante la sensazione costante che offre Malanga di poter ridurre un giorno a sistema matematico quello che la scienza oggi non vuole nemmeno sentir nominare: Dio.

Malanga, che si professa rigorosamente ateo, chiama “Dio” il Grande Sistema Cosciente di cui facciamo parte. Viene in mente in proposito il racconto di Edgar Mitchell, che descriveva la sua sensazione estatica nell’osservare lo spazio infinito dagli oblò di Apollo 14: "La prima cosa che mi venne in mente fu un'interconnessione, il fatto che non siamo in un Universo - come dice la nostra scienza - fatto di molecole che rimbalzano una contro l'altra come palline da ping-pong, ma che si tratta di un sistema molto più intelligente e organizzato, di un "sistema organico", in cui le molecole del mio corpo e quelle della navicella spaziale erano dei prototipi realizzati in una remota epoca cosmica."

Siamo quindi agli antipodi di Cartesio, che poneva l’osservatore fuori dal sistema osservato, illudendoci di poterlo valutare in termini oggettivi.

All’interno del Grande Sistema Cosciente, secondo Malanga, interagiscono da milioni di anni diverse razze di esseri viventi, che abitano diversi pianeti in diversi sistemi stellari.

Per quando diverse all’apparenza fra loro, queste razze sembrano avere tutte una matrice in comune, rilevabile dalla forma “umanoide”: testa, tronco, braccia e gambe. Il corpo delle diverse razze varia cioè in dimensioni, proporzioni e aspetto esteriore, ma condivide la stessa struttura fisiologica, intesa come collocazione relativa delle varie parti del corpo.

Se condividano poi anche gli aspetti “sottili” dell’essere umano, a noi non visibili, rimane forse la domanda più interessante di tutte.

Malanga ipotizza un universo in cui i vettori principali siano quattro: tempo, spazio, energia e coscienza.

Mentre i primi tre possono interagire fra loro in tutte le varianti possibili, la coscienza è qualcosa di superiore, trasversale, onnipresente, che pervade e collega tutti gli elementi del sistema, appartenendo a ciascuno in modo specifico, ma restando in qualche modo separata da tutti. “Dio”, appunto, nel Cristianesimo.

Se Malanga fosse Padre Balducci, citerebbe a questo punto la recente dichiarazione di Gabriel Funès, direttore dell’osservatorio astronomico della Specola Vaticana (la persecuzione di Galileo, ormai è chiaro, fu solo una grandiosa messa in scena: i migliori telescopi sembra che li abbiano proprio loro): “Si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite – ha detto Funès - anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e nella redenzione".

Malanga però non ama le religioni, e ci ricorda che il termine deriva da res-ligo, ovvero “legiferare”, quindi “mettere sotto controllo”. Malanga invece vuole essere libero di muoversi in ogni direzione, per poter analizzare, classificare e interpretare al meglio i dati ricavati dalle mille sedute di ipnosi regressiva.

Ma cosa c’entrano gli addotti in tutto questo?

Il bello di Malanga sta proprio qui: in questa “configurazione filosofica” dell’universo non c’è nulla di personale, di gratuito o di casuale. Malanga cerca solo il modo più corretto per ricomporre gli elementi del puzzle che man mano viene raccogliendo nelle sedute con gli addotti.

Durante le sedute il soggetto viene lentamente portato ad annullare le funzioni cerebrali del lobo sinistro (quello “razionale”), liberando così letteralmente la voce dell’inconscio, che di solito vive “addormentata” nel lobo destro. Durante l’ipnosi infatti il paziente parla con una voce flebile ed incerta, spesso zoppicante, che denuncia proprio la scarsa abitudine del lobo destro a controllare le corde vocali. Provate a lavarvi i denti con la mano sinistra (oppure con la destra, se siete mancini), e scoprirete l’importanza che ha l’abitudine nel compimento di qualunque funzione fisica.

Malanga però non si limita a chiamare “inconscio” ciò che avviene nell’ambito del lobo destro, poichè ha scoperto che questo inconscio è tutt’altro che confuso, ignorante o insensato. E’ semplicemente sconosciuto al nostro “conscio” – la contrapposizione dei due lobi cerebrali è di fondamentale importanza in tutto il lavoro di Malanga - nel senso che noi non siamo in grado di percepirlo razionalmente, ma ha una sua vita completa, indipendente, e pare anche piuttosto interessante.

E’ in realtà questa la manifestazione “locale”, nel soggetto esaminato, della coscienza universale di cui sopra. Ed è proprio tramite la “voce della coscienza”, che noi sentiamo attraverso le corde vocali del soggetto, che veniamo a conoscenza di tutte le informazioni che Malanga ha raccolto nel tempo.

A sua volta, la coscienza per Malanga non è l'anima. L’ anima è qualcosa che esiste al di là della dimensione temporale, mentre la coscienza di ognuno è un estensione nel nostro tempo-spazio della coscienza superiore, onnipresente ed eterna, che è poi la rappresentazione del Dio dei Cattolici.

Il nostro cervello, che funge da semplice “ricevitore” – esattamente come il sintonizzatore di una radio - è sia il mezzo di collegamento con l’anima collettiva che la sede locale della coscienza e della mente.

L’interazione di tutti questi elementi avviene in termini puramente quantistici, e produce nella coscienza la percezione del mondo esteriore, che in realtà è solo un ologramma che si attiva in ciascuno di noi nel momento in cui ne riconosciamo l’esistenza.

In modo molto meno sofisticato lo stesso concetto viene espresso da una delle razze più antiche sulla terra, quella degli aborigeni australiani, che chiamano il mondo fisico in cui viviamo “dreamworld”, “il mondo sognato”.

Tutto quanto sopra non significa in alcun modo che Malanga si serva degli addotti in modo cinico, o comunque egoistico, sia chiaro. Accedendo alla “memoria profonda”, le sedute servono prima di tutto al soggetto per ricostruire quello che è avvenuto durante la abduction, che gli alieni evidentemente riescono a cancellare dalla sua memoria a breve termine. Gli addotti infatti si ritrovano di solito “depositati” da qualche parte, completamente disorentati, con un buco temporale che li angoscia e che cercano disperatamente di colmare.

Schopenhauer diceva che il folle è l’uomo che abbia perso la memoria.

Quello che rimane sul tavolo di Malanga, alla fine di queste sedute, sono tanti curiosi pezzi del puzzle universale, che a quel punto solo un’ameba con la meningite rinuncerebbe a volere ricomporre.

D’accordo, si dirà, ma di preciso cosa vogliono da noi gli alieni? Perchè ci rapiscono, e poi ci “restituiscono”, cercando nel frattempo di farci dimenticare quello che è successo?

Qui si apre una serie di tematiche complesse e delicate, che Malanga sta ancora cercando di definire, e che possono essere affrontate solo dopo aver conosciuto meglio il lavoro da lui svolto fino ad oggi.

Nel frattempo lo ringraziamo per lo sforzo immenso – e non privo di rischi, a questo punto - che sta compiendo al posto di una intera comunità scientifica che continua codardamente ad ignorare tutto ciò che non sa spiegare, vanificando in questo modo la funzione stessa della scienza. E forse anche la finalità ultima della nostra esistenza terrena.

Massimo Mazzucco

fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3187