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giovedì 27 maggio 2010

I MISTERI DI OSIMO


Immagine realizzata per l'articolo:

I MISTERI DI OSIMO

di Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti
pubblicato sul n. 19 di FENIX - Maggio 2010 -

link all'articolo:
http://vocidaatlantide.blogspot.com/2010/05/i-misteri-di-osimo_26.html

link all' immagine originale a 300 dpi (6,89 MB) che rendo disponibile per tutti i lettori di FENIX e apppasssionati ^_^
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grazie a tutti/e
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giovedì 20 maggio 2010

PNL: dalla Psicoanalisi alla Fisica Quantistica



PNL: dalla Psicoanalisi alla Fisica Quantistica
La conferenza di Corrado Malanga del 26/09/2009 a Roma
di Luciano Scognamiglio, ottobre 2009






La Programmazione Neuro-Linguistica

La PNL è una metodologia di miglioramento personale sviluppata nei primi anni '70 dai linguisti statunitensi Richard Bandler e John Grinder, con il contributo scientifico di tanti altri studiosi. Questo sistema di studio dell'essere umano analizza quasi matematicamente i comportamenti psicofisici legati alla comunicazione, al fine di renderla più efficace: nell'ambito della PNL si imparano a conoscere e a verificare le differenze del linguaggio tra i diversi tipi di persone e tra i due sessi, e ad aggirare questi ostacoli in modo da ottenere la fiducia dell'interlocutore, il cosiddetto rapport. Per fare ciò, ci si avvale di tutti i tre livelli della comunicazione, la cui importanza espressa in valori percentuali è davvero interessante: a livello conscio c'è la comunicazione verbale, che rappresenta circa il 7% di ciò che viene percepito, e a livello inconscio ci sono la comunicazione paraverbale, 38%, e quella non verbale, che ne occupa il restante 55%. Il livello verbale rappresenta il contenuto, quello paraverbale corrisponde al modo in cui si parla, ovvero i toni, il volume, le pause, la velocità, le inflessioni e la modulazione della voce, mentre il livello non verbale comprende ogni tipo di posizione, direzione, espressione e gestualità, da quella degli arti a quella del viso, per finire con il corpo intero. Ciò che diciamo, quindi, ricopre solo un piccolo ruolo nella trasmissione e nell'accettazione di un'informazione: il successo della comunicazione dipende soprattutto da cosa entra direttamente nell'inconscio. Per potersi esprimere in modo da assicurarsi una comprensione profonda da parte dei propri interlocutori, bisogna però prima conoscere come questi livelli della comunicazione fisica sono legati alle espressioni della nostra psiche.



Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei

Bandler e Grinder svilupparono la PNL soprattutto grazie all'attenta osservazione delle innumerevoli registrazioni di ipnosi eseguite da Milton Hyland Erickson, psichiatra statunitense, sui suoi pazienti. Le innovative prassi terapeutiche di Erickson vennero studiate, analizzate e riprodotte dai due linguisti statunitensi secondo dinamiche di processo di psicoterapia veloce, codificate poi nel cosiddetto modellamento della PNL. Quando ci esprimiamo o anche solo vogliamo farlo, eseguiamo gesti inconsci che accompagnano o addirittura sostituiscono la nostra comunicazione conscia: si tratta di comportamenti automatici che corrispondono a precise informazioni. La nostra gestualità ha un significato diverso e specifico a seconda del settore spaziale in cui si manifesta: destra o sinistra, alto o basso, avanti o indietro, verso l'interno o verso l'esterno, e in tutte le direzioni intermedie e le combinazioni di esse. Ciò che ha portato ad una comprensione più olistica dell'essere umano, è stato il notare che questa griglia spaziale corrisponde alla famosa croce degli spazi di Max Pulver, grafologo svizzero, che nel 1921 identificò nella scrittura quegli stessi settori e movimenti sul piano bidimensionale che la PNL associa al corpo intero nello spazio tridimensionale. Questo schema si troverà successivamente anche nello studio dei canali visivo, auditivo e cenestesico, compreso nella PNL stessa, dove si è potuto notare che le persone tendono a muovere gli occhi in direzioni ben precise a seconda delle percezioni e delle azioni che stanno eseguendo interiormente. Scriviamo e ci muoviamo, quindi, secondo una griglia visiva che non è mai stata localizzata nel cervello, e che viene condivisa da persone di ogni paese e cultura. Ma allora da dove proviene? Gli studi di Pulver attinsero a quelli di un suo più famoso precedessore, che nella sua geniale ricerca ci ha trasmesso la soluzione al problema.



La comunicazione archetipica

Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero, evolvendo le concezioni di Sigmund Freud, nel 1912 ampliò la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettività umana: l'inconscio non è solo quello personale prodotto dalla rimozione, ma nell'individuo esiste anche un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi. L'archetipo è un concetto dell'antica Grecia, che tradotto in lingua madre significa “modello originale”, ovvero la forma preesistente e primitiva di un pensiero, come l'idea platonica. Gli archetipi, per Jung, sono le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano, e su questo oggi possiamo capire meglio la PNL e definire lo schema con cui ogni essere cosciente apprende e comunica, a partire dall'elemento più a monte, astratto e generico, per finire a quello più a valle, concreto e specifico, in quest'ordine: archetipo, emozione, simbolo, colore, immagine, suono, fonema. Ognuno di questi elementi può essere generato dal precedente e manifestarsi nel successivo, e conoscendo questo meccanismo diventa molto più facile comunicare e programmare in modo efficace, che si tratti non solo degli altri, ma anche di se stessi.



La mappa non è il territorio

Uno dei numerosi studiosi che collaborarono allo sviluppo della PNL, tra gli anni '60 e '70, fu Gregory Bateson, antropologo statunitense, che definì il concetto di mappa e di territorio: la mappa è un'immagine della realtà, mentre il territorio è la realtà stessa. Ognuno di noi percepisce la realtà in modo diverso e quindi agisce di conseguenza, spesso generando incomprensioni e situazioni di stress, di fallimento, di autosabotaggio e, in certi casi, anche di patologia psicosomatica. Rendersi conto di creare dentro di sé una mappa del territorio diversa da quella degli altri, permette di poterla migliorare, rendendola più simile al territorio stesso, per vivere meglio la vita in tutti i suoi aspetti: la PNL si è così affermata come insieme di tecniche estremamente efficaci nella risoluzione di qualsiasi problema psicologico. Parlando in termini di Fisica, secondo la PNL “classica”, il territorio, immutabile, è la realtà di energia, spazio e tempo, mentre la mappa, mutabile, è la virtualità della Coscienza, con la quale possiamo percepire e agire nel territorio: modificare la nostra coscienza dell'universo che ci circonda è tutto ciò che possiamo fare. Tuttavia, nonostante la PNL funzioni egregiamente, alcune scoperte e osservazioni che partono dall'inizio dello scorso secolo ci fanno pensare che le cose non stiano proprio così.



Dalla fisica quantistica alla fisica olografica

David Joseph Bohm, fisico e filosofo statunitense, e Karl H. Pribram, neurochirurgo austriaco e professore di psichiatria e psicologia, dopo anni di ricerche e di esperimenti, definirono il “modello olonomico del cervello”, successivamente ampliato nel cosiddetto modello olografico dell'universo, confermato sperimentalmente anni dopo anche dal fisico francese Alain Aspect. Questo modello fu in grado di spiegare per la prima volta qualsiasi fenomeno fisico, energetico e psichico, sia ordinario che straordinario, in cui la Coscienza viene considerata insieme agli assi di energia, spazio e tempo. Questi ultimi tre sono quantizzati, ovvero composti da unità indivisibili, i quanti, corrispondenti a tre specifiche grandezze, una per ogni asse, che sono state scoperte dal fisico tedesco Max Planck e quindi chiamate grandezze di Planck: la nostra percezione della separazione tra queste grandezze è data dal cervello, che per la sua conformazione è a tutti gli effetti un lettore di ologrammi. L'interpolazione dell'attività degli emisferi cerebrali destro e sinistro, che percepiscono la realtà in modo rispettivamente radiale e lineare, genera l'illusione, in ogni essere cosciente, di trovarsi in un universo locale in cui i quanti di energia, spazio e tempo sono divisi tra loro, mentre in realtà sono tutti sovrapposti, in un universo in cui tutto è contenuto in un solo punto che dura un istante di tempo. Il paradigma olografico viene arricchito dalla presenza della Coscienza, che si rivela essere il Tutto, l'Uno detto Dio, l'unica cosa reale che crea l'universo virtuale per specchiarsi e quindi acquisire conoscenza di sé. Persino la memoria, come esperienze sia di laboratorio che personali hanno confermato, non risiede nel cervello ma nell'ologramma stesso, e può essere cambiata in quanto il tempo, come lo spazio e l'energia, è virtuale: sia il passato che il futuro, dunque, non sono rispettivamente ricordati e immaginati, ma sono percepiti, vengono vissuti nell'unico tempo presente, il qui ed ora, e possono essere modificati con un atto di volontà. Prendendo quindi in esame la Coscienza, gli archetipi e il paradigma olografico, si può finalmente capire come funziona in realtà la PNL “classica”.



La “nuova” PNL come soluzione alle interferenze aliene

Finalmente tutto diventa chiaro: se l'universo è olografico e mutevole, il territorio immutabile non è quello di energia, spazio e tempo, ma è quello della Coscienza, che non può cambiare essendo già tutto; mentre la mappa, che è modificabile, corrisponde agli assi virtuali di energia, spazio e tempo, e non alla Coscienza. In questo modo si capisce perfettamente il funzionamento di ogni tecnica di percezione e di manifestazione, e si aprono gli orizzonti per nuove comprensioni e applicazioni, compresa la casistica delle interferenze aliene. A questo punto è lecito domandarsi: perché usare la PNL per risolvere le interferenze aliene? Il motivo è semplice: non possiamo studiare gli alieni se non sappiamo innanzitutto noi chi siamo. Questa nuova consapevolezza ha portato Corrado Malanga a studiare la psiche umana e a mettere a punto tecniche specifiche per ottenere la necessaria l'acquisizione di Coscienza e conoscenza da parte degli addotti e la loro successiva liberazione autonoma. L'ipnosi regressiva viene quindi eseguita non più in modo tradizionale, ma avvalendosi dell'uso della PNL e del suo sistema di àncore visive, uditive e cenestesiche, che permettono di rivivere un ricordo con estrema facilità e come fosse al tempo presente. La PNL viene adattata allo scopo anche nella successiva fase di modifica della realtà virtuale del rapimento alieno, dove si attiva la nostra capacità di azione sull'ologramma. Gli alieni hanno sempre voluto da noi qualcosa di cui non avevamo consapevolezza, proprio quella nostra essenza che può fermare tutto questo e farci accedere alla totalità del nostro potere. Sul tempio dell'Oracolo di Delphi è scritto: “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli Dèi”. Stiamo scoprendo come siamo fatti, abbiamo capito qualcosa dell'universo, e questi dèi ci sembra di conoscerli ormai bene: siamo forse sulla buona strada?



Questo è il mio primo articolo pubblicato su X-Times numero 13 di novembre 2009.
Per scaricarlo in formato PDF: VAI ALLA FONTE

Abduction: il punto della situazione in Italia



Abduction: il punto della situazione in Italia
La conferenza di Corrado Malanga del 31/10/2009 a Mondovì (CN)
di Luciano Scognamiglio, novembre 2009



Gli inizi

La storia italiana delle abduction ebbe inizio a Genova nel 1993 quando Corrado Malanga, allora Responsabile del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Ufologico Nazionale (CUN), si imbatté nel caso di Valerio Lonzi. Prima di allora ci fu un solo precedente: quello di Pierluigi Zanfretta del 1978, affrontato con l'ipnosi regressiva dal dottor Mauro Moretti, psicoterapeuta, che però non ottenne risultati realmente utili. Oggi questi sono ormai due casi famosi, ma fino ad allora non si era mai parlato di rapimenti alieni in Italia: questo causò grosse difficoltà nelle indagini, perché non si sapeva assolutamente come procedere con le analisi. Malanga, in collaborazione con Moretti, fece allora tesoro dei risultati ottenuti precedentemente dagli statunitensi Budd Hopkins, David Michael Jacobs e John Edward Mack, per poi investigare, con l'aiuto della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) come miglioramento dell'ipnosi classica, quello che poteva spiegare la vicenda di Zanfretta, e che sembrava essere a tutti gli effetti un caso analogo a quelli già noti negli Stati Uniti d'America e studiati dai suddetti ricercatori. In quel periodo non esisteva alcun libro serio sull'argomento che fosse tradotto in italiano, eppure l'esperienza di Lonzi conteneva quegli stessi elementi comuni a quelli scoperti negli USA. Malanga pubblicò quindi un libro che documentava tutte le informazioni del suo primo caso, dal titolo “Gli UFO nella mente”, il quale negli anni successivi attirò molti altri addotti italiani che presentavano sempre le stesse caratteristiche, svelando una natura oggettiva del fenomeno che sostituì in breve tempo le ipotesi di disturbi mentali soggettivi. Man mano che i casi aumentavano, venivano raccolte sempre più informazioni che si rivelavano sconcertanti: questo portò Malanga ad abbandonare il CUN per poter continuare la ricerca senza i limiti che gli impose tale organizzazione. Bastò poco per capire che i rapimenti alieni in Italia non stavano iniziando tutti proprio in quel periodo, ma semplicemente venivano scoperti da quel momento in poi perché qualcosa scattava nella mente di queste persone: Lonzi non era quindi il primo addotto italiano, ma solo il primo che si rese conto di aver vissuto qualcosa di molto strano.



L'acquisizione di coscienza

Non potendo percepire ciò che non concepiamo e che non sappiamo tradurre con l'esperienza del nostro vissuto, è normale non renderci conto di alcuni particolari del mondo che ci circonda, anche di quelli apparentemente più evidenti. Il primo passo per poter capire cosa stava succedendo a queste persone che dichiaravano di aver vissuto esperienze simili a quelle di Lonzi, era far capire innanzitutto a loro che i rapimenti alieni sono una realtà, per poterli poi riconoscere nella loro vita: sarebbero stati quindi gli addotti stessi a farsi vivi per poter scoprire le parti oscure del proprio passato, stabilire di non essere pazzi, fornire informazioni utili a trattare meglio tutti gli altri casi, e anche risolvere questo loro problema. Infatti, l'acquisizione di coscienza permette di avviare un procedimento in tre fasi: conoscere, accettare, migliorare. Questo procedimento si può applicare a qualsiasi cosa, come in questo caso al problema delle interferenze aliene: prima si conosce il fenomeno, poi lo si accetta come reale ed eventualmente presente dentro di sé, e infine lo si può trattare per raggiungere una migliore condizione. Il primo libro, di cui furono vendute 35000 copie (oggi fuori stampa ma consultabile gratuitamente dal sito Ufomachine.org per volere dell'autore), fu dunque usato da Malanga come esca, per mettere la pulce nell'orecchio degli italiani, e aspettare che fossero loro a contattarlo. Funzionò: gli addotti che si presentavano divennero presto centinaia, e lo scenario che si andava via via delineando assumeva connotazioni spaventose ma sempre più precise. Questo permise la creazione di uno strumento in grado di stabilire velocemente se una persona era all'interno di questo problema, oppure no.



Il Test di Auto-Valutazione

Data la crescente affluenza di presunti addotti che contattavano Malanga, venne messo a punto il Test di Auto-Valutazione (TAV), che era in grado di far capire, con diverse decine di domande, se chi lo compilava poteva essere addotto o meno. Man mano che i casi aumentavano, e che nuovi dettagli trovavano riscontro con le altre esperienze al punto da poter essere considerati coerenti con lo studio delle interferenze aliene, venivano modificate alcune domande e ne venivano aggiunte altre, ottenendo così uno strumento in costante miglioramento che oggi è giunto alla versione 4.01 scaricabile o compilabile liberamente dal sito Ufomachine.org. L'attuale TAV è composto da 60 domande che hanno precisi motivi di essere poste: alcune delle risposte a queste domande sono determinanti, altre sono solo di controllo. Grazie alle molte migliaia di TAV compilati, attualmente i due siti sopra citati ospitano la più grande banca dati al mondo sulle interferenze aliene, cosa che permetterà molto presto di fare un'accurata e nuova statistica per ridurre drasticamente il numero di domande, conservando solo quelle poche essenziali. Il TAV è l'evoluzione di un primo rudimentale test creato da Hopkins e Jacobs, che era utile ma non molto efficace, perché le informazioni erano ancora poche e si limitavano alle caratteristiche più palesi dei rapimenti alieni. Gli addotti, invece, portano con sé determinati segni fisici e psichici di tali esperienze, e ad oggi il TAV è l'unico test che abbia dato dei falsi positivi ma nemmeno un falso negativo, come i controlli successivi hanno potuto confermare. La valutazione del TAV avviene in due fasi: quella autonoma, come suggerisce il suo nome, e quella esterna. Nella prima fase, chi fornisce le risposte cercandole internamente fa riaffiorare automaticamente dal suo inconscio le eventuali esperienze dimenticate, proprio per via del modo strategico in cui sono formulate e disposte le domande, e quindi si auto-valuta, riconoscendosi addotto; nella seconda fase, le risposte vengono valutate dall'esperto che riceve il TAV (Malanga stesso o un suo collaboratore) e che fornisce una risposta diretta, con altre eventuali domande di approfondimento. E quando il TAV risulta positivo?



Il recupero dei ricordi

Milton Hyland Erickson, codificando l'ipnosi moderna, si rese conto che c'era ancora un 20% di persone che non riusciva ad ipnotizzare. La PNL oggi offre gli strumenti che possono rendere chiunque in grado di stabilire una comunicazione efficace con un soggetto al fine da aiutarlo a recuperare i ricordi apparentemente rimossi: infatti, come dimostrano gli studi del neurofisiologo Karl Pribram e quelli del fisico David Bohm, nessuna esperienza vissuta può essere cancellata in quanto non risiede nel cervello, ma nell'universo olografico stesso, e l'atto del ricordare è in realtà una percezione. Malanga ha così messo a punto un efficacissimo metodo di recupero dei ricordi, non accomunabile alla classica ipnosi regressiva, che si avvale anche delle attuali conoscenze sulle interferenze aliene per oltrepassare qualsiasi ostacolo e recuperare completamente le scene dei rapimenti senza alcuna possibilità di errore o distorsione di ciò che il soggetto rivive. Con questa tecnica il soggetto non è incosciente, ma anzi è cosciente e può muoversi, cosa che gli permette di esprimersi al meglio anche grazie al linguaggio non verbale, quello del corpo, che rappresenta un grosso vantaggio dato che l'operatore deve controllare costantemente la situazione. La coscienza del soggetto, infatti, grazie a questo metodo non è assolutamente diminuita o alterata, ma è anzi espansa: la sua attenzione, la sua consapevolezza, si dirige verso il momento spazio-temporale desiderato, e lo rivive come se stesse accadendo in quel momento. Questo metodo rivoluzionario permette non solo di essere applicato anche al di fuori della problematica in questione, ma di essere inoltre eseguito, in parte, su se stessi e senza bisogno di un operatore esterno, inducendo così uno stato di autoipnosi facilmente controllabile e del tutto sicuro. Il recupero dei ricordi eseguito con questa metodologia è stato ribattezzato da Malanga “tecnica delle àncore” per via dell'uso massiccio dei concetti della PNL e degli input sensoriali ricorrenti nei rapimenti alieni. A questo punto, restava solo da stabilire se una cosa del genere si poteva fare.



Posso farlo anch'io?

Malanga, grazie agli studi approfonditi che fece sulla fisica quantistica con l'aiuto degli ingegneri Alfredo Magenta e Luciano Perderzoli, alla sua esperienza diretta della casistica dei rapimenti alieni, al suo lavoro su Lonzi con Moretti per due anni e mezzo, e alla sua successiva formazione nella PNL, si rese conto non solo di essere in grado di poter eseguire l'ipnosi di recupero ricordi con molta facilità, ma anche di aver avuto successo laddove lo stesso professionista Moretti aveva fallito. Se un dottore in chimica, grazie anche alla sua predisposizione e al suo precoce interesse per la materia, che risale a quand'era quindicenne, è riuscito in qualcosa di lontano dalla sua formazione universitaria, viene spontaneo chiedersi se effettivamente l'ipnosi sia così pericolosa e difficile come molti credono e altrettanti vogliono far credere, diffidando apertamente di lui e di chiunque faccia la stessa cosa. Per togliere ogni ombra di dubbio, basta fare una considerazione sulla preparazione degli esperti neuro-linguisti confrontata a quella dei professionisti tradizionalmente riconosciuti nel campo dell'ipnosi, ovvero psichiatri, psicologi e psicoanalisti: queste tre categorie di esperti non sanno nulla di cos'è e di come realmente funziona l'ipnosi, e considerando che la tecnica proposta da Malanga non è assolutamente un'ipnosi medica, chiunque abbia conoscenze avanzate di PNL è in grado di esercitare il recupero ricordi, effettivamente e legalmente, con sicuramente maggiore efficacia.



Cosa si può fare

Attualmente, è stimato che l'1% della popolazione mondiale subisce rapimenti alieni dalla nascita, fenomeno che si trasmette geneticamente ai familiari per discendenza di sangue. Il modo migliore per capire se si è in questo problema è eseguire il TAV, e in caso di valutazione positiva contattare Corrado Malanga o un suo collaboratore ufficiale, per procedere con una sessione di recupero dei ricordi, assolutamente libera, gratuita e privata, a seguito della quale si può decidere se e come liberarsi dalle interferenze aliene, con l'aiuto di un operatore del campo o anche autonomamente. Oggi, infatti, abbiamo i mezzi che ci consentono di sottrarre definitivamente gli addotti a queste esperienze traumatiche, e arrivati a questo punto ci conviene andare avanti, senza fermarci né ignorare tutto. Perché? Rispondo con le parole del premio Nobel russo Ilya Romanovic Prigozin: perché l'acquisizione di Coscienza è un fenomeno irreversibile.



Questo è il mio secondo articolo pubblicato su X-Times numero 14 di dicembre 2009.
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