" Blog ...sconsigliato a persone impressionabili, minorenni e a chiunque teme di allargare i propri orizzonti ! "

giovedì 20 maggio 2010

Abduction: il punto della situazione in Italia



Abduction: il punto della situazione in Italia
La conferenza di Corrado Malanga del 31/10/2009 a Mondovì (CN)
di Luciano Scognamiglio, novembre 2009



Gli inizi

La storia italiana delle abduction ebbe inizio a Genova nel 1993 quando Corrado Malanga, allora Responsabile del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Ufologico Nazionale (CUN), si imbatté nel caso di Valerio Lonzi. Prima di allora ci fu un solo precedente: quello di Pierluigi Zanfretta del 1978, affrontato con l'ipnosi regressiva dal dottor Mauro Moretti, psicoterapeuta, che però non ottenne risultati realmente utili. Oggi questi sono ormai due casi famosi, ma fino ad allora non si era mai parlato di rapimenti alieni in Italia: questo causò grosse difficoltà nelle indagini, perché non si sapeva assolutamente come procedere con le analisi. Malanga, in collaborazione con Moretti, fece allora tesoro dei risultati ottenuti precedentemente dagli statunitensi Budd Hopkins, David Michael Jacobs e John Edward Mack, per poi investigare, con l'aiuto della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) come miglioramento dell'ipnosi classica, quello che poteva spiegare la vicenda di Zanfretta, e che sembrava essere a tutti gli effetti un caso analogo a quelli già noti negli Stati Uniti d'America e studiati dai suddetti ricercatori. In quel periodo non esisteva alcun libro serio sull'argomento che fosse tradotto in italiano, eppure l'esperienza di Lonzi conteneva quegli stessi elementi comuni a quelli scoperti negli USA. Malanga pubblicò quindi un libro che documentava tutte le informazioni del suo primo caso, dal titolo “Gli UFO nella mente”, il quale negli anni successivi attirò molti altri addotti italiani che presentavano sempre le stesse caratteristiche, svelando una natura oggettiva del fenomeno che sostituì in breve tempo le ipotesi di disturbi mentali soggettivi. Man mano che i casi aumentavano, venivano raccolte sempre più informazioni che si rivelavano sconcertanti: questo portò Malanga ad abbandonare il CUN per poter continuare la ricerca senza i limiti che gli impose tale organizzazione. Bastò poco per capire che i rapimenti alieni in Italia non stavano iniziando tutti proprio in quel periodo, ma semplicemente venivano scoperti da quel momento in poi perché qualcosa scattava nella mente di queste persone: Lonzi non era quindi il primo addotto italiano, ma solo il primo che si rese conto di aver vissuto qualcosa di molto strano.



L'acquisizione di coscienza

Non potendo percepire ciò che non concepiamo e che non sappiamo tradurre con l'esperienza del nostro vissuto, è normale non renderci conto di alcuni particolari del mondo che ci circonda, anche di quelli apparentemente più evidenti. Il primo passo per poter capire cosa stava succedendo a queste persone che dichiaravano di aver vissuto esperienze simili a quelle di Lonzi, era far capire innanzitutto a loro che i rapimenti alieni sono una realtà, per poterli poi riconoscere nella loro vita: sarebbero stati quindi gli addotti stessi a farsi vivi per poter scoprire le parti oscure del proprio passato, stabilire di non essere pazzi, fornire informazioni utili a trattare meglio tutti gli altri casi, e anche risolvere questo loro problema. Infatti, l'acquisizione di coscienza permette di avviare un procedimento in tre fasi: conoscere, accettare, migliorare. Questo procedimento si può applicare a qualsiasi cosa, come in questo caso al problema delle interferenze aliene: prima si conosce il fenomeno, poi lo si accetta come reale ed eventualmente presente dentro di sé, e infine lo si può trattare per raggiungere una migliore condizione. Il primo libro, di cui furono vendute 35000 copie (oggi fuori stampa ma consultabile gratuitamente dal sito Ufomachine.org per volere dell'autore), fu dunque usato da Malanga come esca, per mettere la pulce nell'orecchio degli italiani, e aspettare che fossero loro a contattarlo. Funzionò: gli addotti che si presentavano divennero presto centinaia, e lo scenario che si andava via via delineando assumeva connotazioni spaventose ma sempre più precise. Questo permise la creazione di uno strumento in grado di stabilire velocemente se una persona era all'interno di questo problema, oppure no.



Il Test di Auto-Valutazione

Data la crescente affluenza di presunti addotti che contattavano Malanga, venne messo a punto il Test di Auto-Valutazione (TAV), che era in grado di far capire, con diverse decine di domande, se chi lo compilava poteva essere addotto o meno. Man mano che i casi aumentavano, e che nuovi dettagli trovavano riscontro con le altre esperienze al punto da poter essere considerati coerenti con lo studio delle interferenze aliene, venivano modificate alcune domande e ne venivano aggiunte altre, ottenendo così uno strumento in costante miglioramento che oggi è giunto alla versione 4.01 scaricabile o compilabile liberamente dal sito Ufomachine.org. L'attuale TAV è composto da 60 domande che hanno precisi motivi di essere poste: alcune delle risposte a queste domande sono determinanti, altre sono solo di controllo. Grazie alle molte migliaia di TAV compilati, attualmente i due siti sopra citati ospitano la più grande banca dati al mondo sulle interferenze aliene, cosa che permetterà molto presto di fare un'accurata e nuova statistica per ridurre drasticamente il numero di domande, conservando solo quelle poche essenziali. Il TAV è l'evoluzione di un primo rudimentale test creato da Hopkins e Jacobs, che era utile ma non molto efficace, perché le informazioni erano ancora poche e si limitavano alle caratteristiche più palesi dei rapimenti alieni. Gli addotti, invece, portano con sé determinati segni fisici e psichici di tali esperienze, e ad oggi il TAV è l'unico test che abbia dato dei falsi positivi ma nemmeno un falso negativo, come i controlli successivi hanno potuto confermare. La valutazione del TAV avviene in due fasi: quella autonoma, come suggerisce il suo nome, e quella esterna. Nella prima fase, chi fornisce le risposte cercandole internamente fa riaffiorare automaticamente dal suo inconscio le eventuali esperienze dimenticate, proprio per via del modo strategico in cui sono formulate e disposte le domande, e quindi si auto-valuta, riconoscendosi addotto; nella seconda fase, le risposte vengono valutate dall'esperto che riceve il TAV (Malanga stesso o un suo collaboratore) e che fornisce una risposta diretta, con altre eventuali domande di approfondimento. E quando il TAV risulta positivo?



Il recupero dei ricordi

Milton Hyland Erickson, codificando l'ipnosi moderna, si rese conto che c'era ancora un 20% di persone che non riusciva ad ipnotizzare. La PNL oggi offre gli strumenti che possono rendere chiunque in grado di stabilire una comunicazione efficace con un soggetto al fine da aiutarlo a recuperare i ricordi apparentemente rimossi: infatti, come dimostrano gli studi del neurofisiologo Karl Pribram e quelli del fisico David Bohm, nessuna esperienza vissuta può essere cancellata in quanto non risiede nel cervello, ma nell'universo olografico stesso, e l'atto del ricordare è in realtà una percezione. Malanga ha così messo a punto un efficacissimo metodo di recupero dei ricordi, non accomunabile alla classica ipnosi regressiva, che si avvale anche delle attuali conoscenze sulle interferenze aliene per oltrepassare qualsiasi ostacolo e recuperare completamente le scene dei rapimenti senza alcuna possibilità di errore o distorsione di ciò che il soggetto rivive. Con questa tecnica il soggetto non è incosciente, ma anzi è cosciente e può muoversi, cosa che gli permette di esprimersi al meglio anche grazie al linguaggio non verbale, quello del corpo, che rappresenta un grosso vantaggio dato che l'operatore deve controllare costantemente la situazione. La coscienza del soggetto, infatti, grazie a questo metodo non è assolutamente diminuita o alterata, ma è anzi espansa: la sua attenzione, la sua consapevolezza, si dirige verso il momento spazio-temporale desiderato, e lo rivive come se stesse accadendo in quel momento. Questo metodo rivoluzionario permette non solo di essere applicato anche al di fuori della problematica in questione, ma di essere inoltre eseguito, in parte, su se stessi e senza bisogno di un operatore esterno, inducendo così uno stato di autoipnosi facilmente controllabile e del tutto sicuro. Il recupero dei ricordi eseguito con questa metodologia è stato ribattezzato da Malanga “tecnica delle àncore” per via dell'uso massiccio dei concetti della PNL e degli input sensoriali ricorrenti nei rapimenti alieni. A questo punto, restava solo da stabilire se una cosa del genere si poteva fare.



Posso farlo anch'io?

Malanga, grazie agli studi approfonditi che fece sulla fisica quantistica con l'aiuto degli ingegneri Alfredo Magenta e Luciano Perderzoli, alla sua esperienza diretta della casistica dei rapimenti alieni, al suo lavoro su Lonzi con Moretti per due anni e mezzo, e alla sua successiva formazione nella PNL, si rese conto non solo di essere in grado di poter eseguire l'ipnosi di recupero ricordi con molta facilità, ma anche di aver avuto successo laddove lo stesso professionista Moretti aveva fallito. Se un dottore in chimica, grazie anche alla sua predisposizione e al suo precoce interesse per la materia, che risale a quand'era quindicenne, è riuscito in qualcosa di lontano dalla sua formazione universitaria, viene spontaneo chiedersi se effettivamente l'ipnosi sia così pericolosa e difficile come molti credono e altrettanti vogliono far credere, diffidando apertamente di lui e di chiunque faccia la stessa cosa. Per togliere ogni ombra di dubbio, basta fare una considerazione sulla preparazione degli esperti neuro-linguisti confrontata a quella dei professionisti tradizionalmente riconosciuti nel campo dell'ipnosi, ovvero psichiatri, psicologi e psicoanalisti: queste tre categorie di esperti non sanno nulla di cos'è e di come realmente funziona l'ipnosi, e considerando che la tecnica proposta da Malanga non è assolutamente un'ipnosi medica, chiunque abbia conoscenze avanzate di PNL è in grado di esercitare il recupero ricordi, effettivamente e legalmente, con sicuramente maggiore efficacia.



Cosa si può fare

Attualmente, è stimato che l'1% della popolazione mondiale subisce rapimenti alieni dalla nascita, fenomeno che si trasmette geneticamente ai familiari per discendenza di sangue. Il modo migliore per capire se si è in questo problema è eseguire il TAV, e in caso di valutazione positiva contattare Corrado Malanga o un suo collaboratore ufficiale, per procedere con una sessione di recupero dei ricordi, assolutamente libera, gratuita e privata, a seguito della quale si può decidere se e come liberarsi dalle interferenze aliene, con l'aiuto di un operatore del campo o anche autonomamente. Oggi, infatti, abbiamo i mezzi che ci consentono di sottrarre definitivamente gli addotti a queste esperienze traumatiche, e arrivati a questo punto ci conviene andare avanti, senza fermarci né ignorare tutto. Perché? Rispondo con le parole del premio Nobel russo Ilya Romanovic Prigozin: perché l'acquisizione di Coscienza è un fenomeno irreversibile.



Questo è il mio secondo articolo pubblicato su X-Times numero 14 di dicembre 2009.
Per scaricarlo in formato PDF: LO TROVATE ALLA FONTE

Nessun commento:

Posta un commento