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giovedì 20 maggio 2010

PNL: dalla Psicoanalisi alla Fisica Quantistica



PNL: dalla Psicoanalisi alla Fisica Quantistica
La conferenza di Corrado Malanga del 26/09/2009 a Roma
di Luciano Scognamiglio, ottobre 2009






La Programmazione Neuro-Linguistica

La PNL è una metodologia di miglioramento personale sviluppata nei primi anni '70 dai linguisti statunitensi Richard Bandler e John Grinder, con il contributo scientifico di tanti altri studiosi. Questo sistema di studio dell'essere umano analizza quasi matematicamente i comportamenti psicofisici legati alla comunicazione, al fine di renderla più efficace: nell'ambito della PNL si imparano a conoscere e a verificare le differenze del linguaggio tra i diversi tipi di persone e tra i due sessi, e ad aggirare questi ostacoli in modo da ottenere la fiducia dell'interlocutore, il cosiddetto rapport. Per fare ciò, ci si avvale di tutti i tre livelli della comunicazione, la cui importanza espressa in valori percentuali è davvero interessante: a livello conscio c'è la comunicazione verbale, che rappresenta circa il 7% di ciò che viene percepito, e a livello inconscio ci sono la comunicazione paraverbale, 38%, e quella non verbale, che ne occupa il restante 55%. Il livello verbale rappresenta il contenuto, quello paraverbale corrisponde al modo in cui si parla, ovvero i toni, il volume, le pause, la velocità, le inflessioni e la modulazione della voce, mentre il livello non verbale comprende ogni tipo di posizione, direzione, espressione e gestualità, da quella degli arti a quella del viso, per finire con il corpo intero. Ciò che diciamo, quindi, ricopre solo un piccolo ruolo nella trasmissione e nell'accettazione di un'informazione: il successo della comunicazione dipende soprattutto da cosa entra direttamente nell'inconscio. Per potersi esprimere in modo da assicurarsi una comprensione profonda da parte dei propri interlocutori, bisogna però prima conoscere come questi livelli della comunicazione fisica sono legati alle espressioni della nostra psiche.



Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei

Bandler e Grinder svilupparono la PNL soprattutto grazie all'attenta osservazione delle innumerevoli registrazioni di ipnosi eseguite da Milton Hyland Erickson, psichiatra statunitense, sui suoi pazienti. Le innovative prassi terapeutiche di Erickson vennero studiate, analizzate e riprodotte dai due linguisti statunitensi secondo dinamiche di processo di psicoterapia veloce, codificate poi nel cosiddetto modellamento della PNL. Quando ci esprimiamo o anche solo vogliamo farlo, eseguiamo gesti inconsci che accompagnano o addirittura sostituiscono la nostra comunicazione conscia: si tratta di comportamenti automatici che corrispondono a precise informazioni. La nostra gestualità ha un significato diverso e specifico a seconda del settore spaziale in cui si manifesta: destra o sinistra, alto o basso, avanti o indietro, verso l'interno o verso l'esterno, e in tutte le direzioni intermedie e le combinazioni di esse. Ciò che ha portato ad una comprensione più olistica dell'essere umano, è stato il notare che questa griglia spaziale corrisponde alla famosa croce degli spazi di Max Pulver, grafologo svizzero, che nel 1921 identificò nella scrittura quegli stessi settori e movimenti sul piano bidimensionale che la PNL associa al corpo intero nello spazio tridimensionale. Questo schema si troverà successivamente anche nello studio dei canali visivo, auditivo e cenestesico, compreso nella PNL stessa, dove si è potuto notare che le persone tendono a muovere gli occhi in direzioni ben precise a seconda delle percezioni e delle azioni che stanno eseguendo interiormente. Scriviamo e ci muoviamo, quindi, secondo una griglia visiva che non è mai stata localizzata nel cervello, e che viene condivisa da persone di ogni paese e cultura. Ma allora da dove proviene? Gli studi di Pulver attinsero a quelli di un suo più famoso precedessore, che nella sua geniale ricerca ci ha trasmesso la soluzione al problema.



La comunicazione archetipica

Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero, evolvendo le concezioni di Sigmund Freud, nel 1912 ampliò la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettività umana: l'inconscio non è solo quello personale prodotto dalla rimozione, ma nell'individuo esiste anche un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi. L'archetipo è un concetto dell'antica Grecia, che tradotto in lingua madre significa “modello originale”, ovvero la forma preesistente e primitiva di un pensiero, come l'idea platonica. Gli archetipi, per Jung, sono le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano, e su questo oggi possiamo capire meglio la PNL e definire lo schema con cui ogni essere cosciente apprende e comunica, a partire dall'elemento più a monte, astratto e generico, per finire a quello più a valle, concreto e specifico, in quest'ordine: archetipo, emozione, simbolo, colore, immagine, suono, fonema. Ognuno di questi elementi può essere generato dal precedente e manifestarsi nel successivo, e conoscendo questo meccanismo diventa molto più facile comunicare e programmare in modo efficace, che si tratti non solo degli altri, ma anche di se stessi.



La mappa non è il territorio

Uno dei numerosi studiosi che collaborarono allo sviluppo della PNL, tra gli anni '60 e '70, fu Gregory Bateson, antropologo statunitense, che definì il concetto di mappa e di territorio: la mappa è un'immagine della realtà, mentre il territorio è la realtà stessa. Ognuno di noi percepisce la realtà in modo diverso e quindi agisce di conseguenza, spesso generando incomprensioni e situazioni di stress, di fallimento, di autosabotaggio e, in certi casi, anche di patologia psicosomatica. Rendersi conto di creare dentro di sé una mappa del territorio diversa da quella degli altri, permette di poterla migliorare, rendendola più simile al territorio stesso, per vivere meglio la vita in tutti i suoi aspetti: la PNL si è così affermata come insieme di tecniche estremamente efficaci nella risoluzione di qualsiasi problema psicologico. Parlando in termini di Fisica, secondo la PNL “classica”, il territorio, immutabile, è la realtà di energia, spazio e tempo, mentre la mappa, mutabile, è la virtualità della Coscienza, con la quale possiamo percepire e agire nel territorio: modificare la nostra coscienza dell'universo che ci circonda è tutto ciò che possiamo fare. Tuttavia, nonostante la PNL funzioni egregiamente, alcune scoperte e osservazioni che partono dall'inizio dello scorso secolo ci fanno pensare che le cose non stiano proprio così.



Dalla fisica quantistica alla fisica olografica

David Joseph Bohm, fisico e filosofo statunitense, e Karl H. Pribram, neurochirurgo austriaco e professore di psichiatria e psicologia, dopo anni di ricerche e di esperimenti, definirono il “modello olonomico del cervello”, successivamente ampliato nel cosiddetto modello olografico dell'universo, confermato sperimentalmente anni dopo anche dal fisico francese Alain Aspect. Questo modello fu in grado di spiegare per la prima volta qualsiasi fenomeno fisico, energetico e psichico, sia ordinario che straordinario, in cui la Coscienza viene considerata insieme agli assi di energia, spazio e tempo. Questi ultimi tre sono quantizzati, ovvero composti da unità indivisibili, i quanti, corrispondenti a tre specifiche grandezze, una per ogni asse, che sono state scoperte dal fisico tedesco Max Planck e quindi chiamate grandezze di Planck: la nostra percezione della separazione tra queste grandezze è data dal cervello, che per la sua conformazione è a tutti gli effetti un lettore di ologrammi. L'interpolazione dell'attività degli emisferi cerebrali destro e sinistro, che percepiscono la realtà in modo rispettivamente radiale e lineare, genera l'illusione, in ogni essere cosciente, di trovarsi in un universo locale in cui i quanti di energia, spazio e tempo sono divisi tra loro, mentre in realtà sono tutti sovrapposti, in un universo in cui tutto è contenuto in un solo punto che dura un istante di tempo. Il paradigma olografico viene arricchito dalla presenza della Coscienza, che si rivela essere il Tutto, l'Uno detto Dio, l'unica cosa reale che crea l'universo virtuale per specchiarsi e quindi acquisire conoscenza di sé. Persino la memoria, come esperienze sia di laboratorio che personali hanno confermato, non risiede nel cervello ma nell'ologramma stesso, e può essere cambiata in quanto il tempo, come lo spazio e l'energia, è virtuale: sia il passato che il futuro, dunque, non sono rispettivamente ricordati e immaginati, ma sono percepiti, vengono vissuti nell'unico tempo presente, il qui ed ora, e possono essere modificati con un atto di volontà. Prendendo quindi in esame la Coscienza, gli archetipi e il paradigma olografico, si può finalmente capire come funziona in realtà la PNL “classica”.



La “nuova” PNL come soluzione alle interferenze aliene

Finalmente tutto diventa chiaro: se l'universo è olografico e mutevole, il territorio immutabile non è quello di energia, spazio e tempo, ma è quello della Coscienza, che non può cambiare essendo già tutto; mentre la mappa, che è modificabile, corrisponde agli assi virtuali di energia, spazio e tempo, e non alla Coscienza. In questo modo si capisce perfettamente il funzionamento di ogni tecnica di percezione e di manifestazione, e si aprono gli orizzonti per nuove comprensioni e applicazioni, compresa la casistica delle interferenze aliene. A questo punto è lecito domandarsi: perché usare la PNL per risolvere le interferenze aliene? Il motivo è semplice: non possiamo studiare gli alieni se non sappiamo innanzitutto noi chi siamo. Questa nuova consapevolezza ha portato Corrado Malanga a studiare la psiche umana e a mettere a punto tecniche specifiche per ottenere la necessaria l'acquisizione di Coscienza e conoscenza da parte degli addotti e la loro successiva liberazione autonoma. L'ipnosi regressiva viene quindi eseguita non più in modo tradizionale, ma avvalendosi dell'uso della PNL e del suo sistema di àncore visive, uditive e cenestesiche, che permettono di rivivere un ricordo con estrema facilità e come fosse al tempo presente. La PNL viene adattata allo scopo anche nella successiva fase di modifica della realtà virtuale del rapimento alieno, dove si attiva la nostra capacità di azione sull'ologramma. Gli alieni hanno sempre voluto da noi qualcosa di cui non avevamo consapevolezza, proprio quella nostra essenza che può fermare tutto questo e farci accedere alla totalità del nostro potere. Sul tempio dell'Oracolo di Delphi è scritto: “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli Dèi”. Stiamo scoprendo come siamo fatti, abbiamo capito qualcosa dell'universo, e questi dèi ci sembra di conoscerli ormai bene: siamo forse sulla buona strada?



Questo è il mio primo articolo pubblicato su X-Times numero 13 di novembre 2009.
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